Dal 3 aprile anche in Italia sarà possibile acquistare il DSi, terza generazione della consolle tascabile inaugurata di Nintendo, inaugurata come DS e in vendita anche in versione DS Lite.
Si tratta di un’evoluzione consistente della sorella minore, che rimane ancora in produzione per il momento. In sostanza vengono aggiunte tutta una serie di funzioni e capacità che la fanno assomigliare ad uno smartphone o comunque ad un piccolo computer portatile come oramai sono i nuovi computer “da tasca”.
Alcune delle funzioni sono già presenti sulla concorrente PSP, come la possibilità di gestire le foto e di funzionare da lettore musicale. Altre però sono inedite su una consolle, come lo slot per le schede SD, la possibilità di scattare foto o di registrare l’audio e ancora la possibilità di utilizzare la fotocamera interna come strumento per interagire con i movimenti del videogiocatore, un po’ come succede con la sorella maggiore Wii.
“Ma il Dsi, come tutti i nostri prodotti, è nato solo e unicamente per giocare”, spiega Andrea Persegati, presidente di Nintendo Italia. “Quindi anche le fotocamere o il lettore musicale sono stati inseriti per aumentare l’esperienza ludica”. Per esempio utilizzando i videogiochi con i movimenti di mani e faccia, usando i programmi installati sulla console per modificare in maniera giocosa le immagini scattate, oppure giocando con le canzoni o la registrazione della propria voce.
Insieme alle novità hardware partirà anche DSiWare, ovvero il canale online per la consolle, analogo al già presente WiiWare, che permetterà di scaricare aggiornamenti, contenuti e giochi a pagamento direttamente da Internet usando l’interfaccia Wi-Fi già presente dal DS Lite. L’unico neo è che sulla nuova consolle non funzioneranno i vecchi giochi Game Boy, anche se il parco giochi compatibile rimane di superiore ai 1.000 titoli.
Nintendo insomma scommette sul futuro nonostante la crisi, forte dei 100 milioni di DS già venduti: i nuoivi rivali si moltiplicano, dall’iPhone ai giochi NGage per Symbian di Nokia, ma alla Nintendo non sono preoccupati: se il mercato si allarga è meglio per tutti, inoltre le consolle “pure” sono solo 2 e se qualcuno vuole giocare veramente prima o poi si rivolgerà a loro (o a Sony).
[Approfondimenti: Corriere.it]
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